sabato 8 aprile 2017

LA MISSIONE





La missione



Goool”
Ecco lo sapevo la solita fortuna sfacciata! Hai un culo stratosferico! Ero sicuro di averla parata, maledizione! Secondo me il gioco non funziona!”
Emmett scoppiò a ridere. Finiva sempre così, Edward non riusciva a perdere, non con la Playstation comunque e non a calcio.
Dai non prendertela. Se vuoi ti do la rivincita a partita finita” lo consolò dandogli una pacca fraterna sulla spalla.
Non cantare vittoria troppo presto. Sono solo sotto di tre reti” lo rimbeccò sorridendo sornione.
Non ti arrendi, vero?”
Cazzo, certo che no!” rispose lui beccandosi un pugno nella coscia.
Zitto. Parla bene. Lui si sta avvicinando” mormorò Emmett guardandosi intorno circospetto. Ma gli altri sembravano non essersi accorti di nulla.
Edward sbuffò. Era abituato alle ramanzine, che tanto sapeva sarebbero rimaste tali. Ormai era al sicuro. Il suo posto era stato conquistato. Nessuno lo avrebbe cacciato da lì.
Il passato ormai dimenticato.
Era il momento della gioia, o almeno così gli avevano insegnato da bambino al catechismo.

Edwarddddd. Dove sei?” la voce di San Pietro fece sussultare le anime che vagavano beate per il paradiso, passeggiando, chiacchierando o prendendo un the sedute su una soffice nuvoletta rigorosamente bianca.
Edward si fece piccino piccino. Si ok. Non potevano cacciarlo da lì, ormai che era stato ammesso in Paradiso, ma... Bhe quando si arrabbiava San Pietro faceva una certa impressione con l'aureola che gli scivolava a tappargli un occhio. Edward si era sempre domandato il perché non l'indossasse più stretta.
Con un sospiro rassegnato e dopo aver ricevuto uno spintone da quel buon diavolo... pardon buon anima di Emmett si alzò in piedi.

Era un bel ragazzo che se fosse stato ancora vivo avrebbe attirato gli sguardi languidi delle donne di qualunque età. Capelli ramati, occhi verdi intensi, mascella squadrata e sorriso furbetto. L'unica cosa che gli mancava al momento per essere perfetto erano le ali. Quelle non se le era ancora meritate.
Vestito completamente in bianco, come tutte le altre anime, attirò l'attenzione del santo con un gridò “Sono qua”.

Il vecchio si avvicinò fluttuando e quando lo raggiunse lo squadrò con aria critica.
Cosa stavi combinando?” chiese incredulo osservando la televisione completamente bianca con lo schermo furbescamente oscurato da Emmett che con l'aria colpevole si era rintanato nella nuvola su cui con Edward era seduto fino a pochi istanti prima.
Giocavo alla play” rispose il ragazzo facendo spallucce, come fosse tutto normale.
San Pietro sgranò gli occhi osservando la televisione e con uno schiocco di dita fece sparire l'elettrodomestico.
Vorrei proprio sapere da dove l'avete preso” sbottò aggiustandosi l'aureola.
Emm. Forse meglio di no” rispose Edward immaginandosi la sua reazione se avesse saputo dello scambio fatto con Damon, demone di secondo grado che trafficava di nascosto con le anime inquiete del paradiso.
Si hai ragione. Non voglio saperlo” sospiro il vecchio, poi si rivolse ad Emmett.
Mi aspettavo da lei maggior serietà e che tenesse a bada questo scavezzacollo, visto la sua anzianità in questo posto. Ormai le regole dovrebbe conoscerle, o no? Oppure non vuole le sue ali?” lo rimproverò San Pietro.
Emmett ebbe la furbizia di tacere e mostrarsi contrito, sperando di non venire rispedito in purgatorio.
Al confronto di Edward che era lì dal suo decesso avvenuto cinque anni prima, lui si era dovuto fare prima trent'anni di Purgatorio a causa degli atti sessuali indecenti avuti con troppe donne che non fossero sua moglie Rosalie.
Non desiderare la moglie d'altri era il comandamento che aveva sgarrato più di tutti.... o forse era quello di non rubare? Bhe in effetti era stato un abile borsaiolo, anche se a sua discolpa non aveva mai fatto del male a nessuno.
Edward. Sei qua da poco tempo, ma dovresti dedicarti ad attività più proficue che non giocare con i videogiochi se vuoi ottenere le ali” spiegò San Pietro esasperato posando un braccio sulle spalle del ragazzo con fare complice.
Lo aveva dovuto già riprendere varie volte per comportamenti poco angelici.
Lo so grande Boss ma...”
Non mi chiamare così” lo interruppe subito San Pietro. “Se non vuoi chiamarmi Santo, va bene anche solo Pietro” aggiunse poi chiaramente seccato “Un po' di disciplina è quello che ti servirebbe”
Va bene Pietro. Senti, ascolta. Lo so di non essere un angelo perfetto. Infatti non mi hai ancora dato le ali. Ma io qua mi annoio.”
Il santo lo guardò spalancando gli occhi esterrefatto.
Non c'è nulla da fare. Solo guardarsi in giro.” cercò di spiegarsi Edward, con un sorrisetto timido.
Ma cosa stai dicendo? Qui c'è molto da fare!” lo riprese il vecchio “Puoi pregare, puoi contemplare la grandezza del Nostro Signore”
Ecco appunto. Un po' noiosetto come passatempo” borbottò Edward, sperando di non finire a fare compagnia a Damon. Anche se era la verità. Lui era un giovane strappato alla vita troppo presto, anche se … come era stata la sua vita prima? Non lo sapeva. Il bello di morire era quello di non ricordarsi nulla. Solo un gran dolore al petto e poi... via era passato attraverso il tunnel luminoso per arrivare lì, in quella noia infinita.
San Pietro sospirò. Ogni tanto gli capitavano le anime inquiete. Qualcuna riusciva a rimanere sulla terra in forma di fantasma, ma altre come Edward salivano in cielo insoddisfatte del loro status, senza sapere bene il perché.
Ma lui, il portatore di Chiavi del Paradiso, lo sapeva eccome e conosceva anche il modo per guarire quella povera anima tormentata a cui non aveva ancora potuto dare le ali per quel motivo.
Ci sono altre cose che si possono fare” rispose sorridendogli per la prima volta.
Edward lo guardò incuriosito e in attesa.
Puoi andare in missione!”


Ecco faceva un freddo cane. I denti di Edward battevano forti mentre guardava la città sbattendo gli occhi per liberarli dalla neve che cadeva fitta fitta andando ad aggiungersi a quella già presente.
Tutto era bianco esattamente come nel Paradiso. Anche lui era vestito in maniera candida con jeans e maglione a collo alto color latte.
Potevano almeno dargli un piumino pensò mettendosi le mani sotto alle ascelle e maledicendo San Pietro.
Si ok. Non avrebbe dovuto. Infondo era solo un apprendista angelo, e poi adesso era sulla terra e nessuno poteva sentirlo. O no?
Stava ancora domandandosi da dove iniziare la sua missione quando udì lo stridore dei freni.
Ma porca di quella porca! Stai attento ! Ancora un po' e ti investivo”
Scesa da una Golf blu metalizzata Isabella Swan vedova Cullen guardava rabbiosa e spaventata un bel ragazzo dai capelli neri completamente vestito di bianco che tremava per il freddo in mezzo alla strada a pochi isolati da casa sua.
Lui si voltò al suono della sua voce e sorrise a quella ragazza sconosciuta che lo fissava con un cipiglio severo da maestrina in balia di una classe di esagitati. “Scusa. Non volevo spaventarti”
Lei scosse la testa esasperata visto che non si era mosso di un palmo da dove si trovava.
Fa nulla” commentò poi calmandosi all'istante mentre osservava i suoi occhi profondi e neri. Senza neanche rendersene conto gli sorrise spinta da uno strano istinto “Dove stai andando? Perché sei in mezzo alla strada senza nemmeno una giacca? C'è un freddo bastardo questa sera”
Edward le sorrise di riflesso e si voltò verso San Pietro che a quanto pare era invisibile alla ragazza ma che invece gli era apparso vicino da qualche secondo.
E' lei? E' la ragazza della mia missione?” chiese.
San Pietro annui poi aggiunse “Ricordati devi farla innamorare di Jacob entro la Mezzanotte di Natale. E' importante per il futuro della figlia Renesmee. Questo è il tuo compito da apprendista angelo”
Edward annui poi si rivolse alla ragazza che lo stava fissando interdetta vedendolo distratto.
Mi sono perso. Ti dispiacerebbe darmi un passaggio fino a un telefono?” le chiese sfoderando tutto il suo potere di persuasione angelico.
Lei lo fissò un attimo. Guardò ancora quel sorriso che gli sembrava terribilmente familiare e si sentì pronunciare “E' tutto chiuso a quest'ora ma puoi venire a casa mia.” rendendosi improvvisamente conto che aveva appena invitato uno sconosciuto in casa. “Ma se preferisci ti accompagno alla polizia” aggiunse subito per rimediare al suo errore.
No. No. Va bene casa tua. Così mi scaldo un pochino” si affrettò a rispondere Edward prima che la ragazza ritirasse il suo invito.
Il gioco era iniziato, le carte distribuite ed ora toccava a lui fare la prossima mossa.


Bella abitava in una classica villetta con giardino con la figlioletta Rnesmee di sei anni. Era sola da quando suo marito Edward Cullen era morto in un incidente stradale. Lo aveva amato tantissimo e non riusciva ancora a desso a lasciarlo andare, a voltare pagina, a chiudere il suo cuore, sebbene il suo collega di lavoro il dottor Jacob Black le facesse una corte serrata da ormai un anno.
Era la vigilia di Natale, e i genitori della ragazza erano arrivati da Siattle da un paio di giorni per festeggiare con lei e ovviamente vedere la loro nipotina preferita. Ovviamente era contenta della loro compagnia anche se rimpiangeva i natali passati con Edward a farsi le coccole davanti al caminetto.
Era quello a cui stava pensando quando entrò in casa seguita da quel ragazzo sconosciuto che si era presentato con il nome di Mark Newton.
Edward, aveva dato il primo nome che gli era venuto in mente. Lui non si ricordava nulla del suo passato ed era rimasto sconvolto quando si era visto allo specchio posizionato nell'ingresso della casa di Bella.
Si ricordava di avere avuto i capelli ramati e gli occhi verdi, mentre adesso aveva entrambi neri come il carbone senza contare l'aggiunta di un curioso pizzetto che gli copriva il labbro superiore e in mento rendendolo più vecchio di quanto rimembrasse.
Questo è Mark” lo presentò Bella ai suoi genitori “Ha bisogno di un telefono e di una cioccolata calda”
La signora Esme, la mamma di Bella, sorrise alla figlia e gli porse la mano studiandolo attentamente. Era sicura che i tratti del viso gli ricordassero qualcuno, ma non riusciva ad abbinarlo con chiarezza. Era come se un vento spingesse via il volto che gli affiorava alla memoria e lei non riuscisse ad afferrarlo per metterlo a fuoco.
Edward le sorrise. Gli piaceva quella vecchietta dal sorriso allegro e l'aria confusa.
Bhe accomodati mentre arriva la cioccolata calda, potresti berti un bel whisky.” lo salutò papà Carlisle facendogli cenno di sedersi sulla poltrona vicino al caminetto.
Edward ubbidì prontamente “Si grazie. Liscio va benissimo” aggiunse allungando la mano.
Carlisle gli porse il bicchiere e stava per fargli una domanda che una bimbetta dai lunghi capelli ramati corse in salotto.
Nonno, nonno, vieni” poi si bloccò a fissare Edward “E tu chi sei?” gli chiese fissandolo interdetta.
Si chiama Mark ed è un mio amico” le rispose Bella entrata in quel momento con la cioccolata calda.
I suoi genitori si voltarono a fissarla allibiti poi prima che lei aggiungesse altro Esme la prese sottobraccio “Un tuo amico? E Jacob lo sa?”
Bella sbuffò. “E' solo un conoscente mamma. Non lo avevo mai visto prima. Ma era difficile spiegarlo a Renesmee. E poi che cosa c'entra Jacob?” aggiunse leggermente scocciata.
Su dai Bella. Lo sai che è innamorato di te. E anche tu lo sei. Ma non vuoi ammetterlo” la rimproverò la mamma.
Mamma ! Non ti devi immischiare.” ribatté lei poi aggiunse “Forse è vero ma... Edward che direbbe?” aggiunse facendo girare su se stessa la vera che ancora portava all'anulare.
Edward sarebbe felice” la riprese lei bloccandole le mani. “E' morto Bella! Da cinque anni ormai” .
La ragazza scosse la testa come per allontanare il pensiero, come se potesse con quel gesto cancellare gli ultimi anni e ritornare al passato.
E' presto mamma” disse come scusa, più per se stessa che per il genitore.
Sei cocciuta più di un mulo.” la rimproverò la vecchietta controllando nel forno la cena ormai cotta.
Bella non rispose ma preso un piatto, le posate e un bicchiere andò ad aggiungerlo alla tavolata. In fondo Mark poteva rimanere a cena no?


Edward vide entrare Bella nella stanza e rimase incantato a guardarla. Il movimento sensuale e inconsapevole dei fianchi lo ipnotizzava e solo quando lei si chinò sulla tavola per posare gli oggetti che aveva portato i suoi occhi notarono i seni sodi e piccolini da indossatrice della ragazza.
Con forza di volontà sposto lo sguardo su Carlisle che stava decantando la moglie incurante di essere ascoltato o meno da lui.
Non avrebbe dovuto essere attratto da quella ragazza, ne provare alcun sentimento visto che era lì per lavoro ma qualcosa lo stuzzicava dentro.
Bella sistemato tutto si voltò al suono del campanello della porta ma i suoi occhi si fermarono a metà strada incrociando quelli di Edward. Occhi neri, occhi che avrebbero dovuto essere sconosciuti, ma occhi che invece la catturarono, la fecero precipitare nei ricordi belli e felici per poi sbatterla duramente di fronte alla realtà.
Edward era morto. Morto e sepolto. E quello era Mark, uno sconosciuto. Affascinate ma pur sempre uno sconosciuto.
Ma perché allora aveva voglia di parlargli? Perché si sentiva attratta da lui?
Non aveva spiegazioni. Solo la sensazione di stare per cadere in un baratro profondo.
Buonasera a tutti!” la voce allegra, ridente e rilassata di Jacob irruppe nella stanza.
Ciao Jacob” lo salutarono Bella e i suoi genitori quasi all'unisono mentre la piccola Renesmee si lanciava fra le sue braccia gridando entusiasta “Jacobbbbb”
Edward si voltò a guardarlo dapprima curioso verso il nuovo venuto e poi... poi qualcosa salì dentro di lui. Rabbia, gelosia o cosa fosse di preciso era impossibile dirlo di certo ma i suoi pugni si strinsero con forza mentre lo guardava prendere Renesmee in braccio e abbracciare Bella sfiorandole il collo con un bacio veloce ma pur sempre troppo intimo per i suoi gusti.
Ciao piccolina. Ciao Bella. Come sei stupenda stasera” salutò il nuovo venuto tirando fuori da una tasca interna della giacca un piccolo peluche per la bambina.
Tieni piccola. Così l'attesa per domattina di Babbo Natale sarà più corta” le disse facendo l'occhiolino a Bella che guardando Renesmee aveva impresso sul viso un sorriso dolcissimo.
Jacob, ti presento un amico. Questo è Mark, resterà a cena con noi” gli disse scostandosi da lui e arrossendo come se avesse fatto qualcosa di sbagliato.
Jacob la guardò un attimo interdetto, poi sorrise al nuovo venuto e allungò la mano per stringergliela.
Edward la prese e ricambiò la stretta. Avrebbe dovuto essere una stratta amichevole, gentile, appena accennata come un saluto e invece tra i due si trasformò subito in una gara di ormoni repressi, mentre le dita di entrambi stringevano con forza la mano dell'altro.
Ragazzi è pronto” la voce allegra di Esme ruppe la tensione e con un sorriso tirato i due ragazzi si andarono a sedere a destra e sinistra di Bella.
Il pasto fu lungo e abbondante ma soprattutto tranquillo visto la presenza di Renesmee e dei genitori di Bella che fecero da catalizzatore riuscendo abilmente a smorzare la conversazione quando i toni si facevano troppo concitati.
Dopo cena gli uomini si sedettero tutti sui divani davanti al camino a sorseggiare un digestivo mentre Bella e la mamma sparecchiavano.
Bella cosa stai combinando?” le chiese Esme preoccupata in cucina “Non dovresti trattare Jacob male. Lui ti ama. E poi questo Mark, non lo conosci nemmeno.” la sgridò.
Bella si appoggiò sul lavandino con entrambe le mani.
Lo so mamma hai ragione. E voglio bene a Jacob, forse sto iniziando anche ad amarlo. Ma … Mark... c 'è qualcosa di strano in lui. E' come se lo conoscessi da sempre. Come se... non lo so” concluse guardando la mamma disperata. “Io vorrei tanto avere qua il mio Edward.” aggiunse con le lacrime che iniziavano silenziose a scendere sulle guance.
Lo so bambina mia. Ma lui non c'è più. Devi farti forza e andare avanti, per Renesmee se non altro. Lei vuole bene a Jacob e lui a lei. Non puoi rimanere legata al fantasma di tuo marito. Sono passati cinque anni ormai. E' l'ora di vivere nuovamente e abbandonare il lutto dentro al quale ti sei nascosta”
Lo so. Devo solo trovare il coraggio di dire addio ad Edward. Ma non è facile. E poi stasera... non lo so ma mi manca tantissimo. Era tanto che non mi sentivo così. ” rispose Bella asciugandosi le lacrime confusa e disperata.
Non capiva cose le stesse succedendo, sapeva di dover troncare con il passato ma... sentiva mancarle le forze. Jacob non l'avrebbe aspettata oltre. Era stato chiaro, stava iniziando a perdere la pazienza a lottare contro un fantasma. Doveva decidere e doveva farlo entro quella sera.

Nel frattempo seduto sul divano Jacob guardò Mark, cercando di capire cosa avesse di strano quel ragazzo ma senza poterlo capire. Non lo aveva mai incontrato prima, quando era umano, ma avvertiva chiaramente quella strana chimica che emanava e che affascinava Bella.
E dimmi Mark cosa fai di bello nella vita” gli chiese cercando d'indagare su quell'imprevisto che si stava mettendo di mezzo tra lui e la sua futura fidanzata.
Edward lo guardò sorridendo, mentre la testa girava a mille cercando una risposta plausibile. Faccio l'apprendista angelo non suonava bene.
Dai Jacob, non fare il Tenente Colombo” lo rimproverò ridendo Carlisle avendo percepito l'imbarazzo del ragazzo.
Carlisle puoi venire un attimo?” la voce di Esme arrivò urgente ai divani e il marito si affrettò ad ubbidire a quell'ordine velato dalla gentilezza.

Il silenzio scese fra i due ragazzi finché Jacob schiarendosi la voce decise di mettere le carte in tavola.
Ascolta amico. Io sono innamorato di Bella. E' da un anno che le faccio la corte e stasera le chiederò di sposarmi. Non mi mettere i bastoni fra le ruote perché sono pronto a battermi per lei. Io... io non posso vivere senza di lei, non posso perderla. Io... ecco. Devo già lottare contro un fantasma, non ti ci mettere anche tu per favore” gli chiese imbarazzato dalla sua stessa confessione.
Edward lo guardò perplesso “Contro un fantasma?” chiese.
Già. Bella era innamoratissima di suo marito. Ma è morto cinque anni fa. E non vuole dimenticarlo. Ma forse stasera...” aggiunse speranzoso. Forse quella sera avrebbe finalmente accettato la sua proposta, forse finalmente si sarebbe lasciata conquistare.

Edward lo guardò sgranando gli occhi mentre un brivido freddo gli scendeva trapassandolo tutto e piantandosi nel suo cuore come una saetta di ghiaccio. Un fantasma.
Bella era innamorata di un morto.
Ma quel morto era lui, capì all'improvviso.
Ma certo. Ora ricordava. La casa, i suoceri, la piccola Renesmee appena nata stretta fra le sue braccia. Tutto coincideva, tutto appariva finalmente chiaro, compresi i suoi sentimenti inspiegabili fino a qualche minuto prima.
Si sentì mancare.
Scusa” mormorò alzandosi barcollando e andando diretto al bagno. Aveva voglia di vomitare. Ora il cerchio si chiudeva. Quella era Isabella, sua moglie, la sua bellissima e amatissima moglie. Ecco perché era attratto da lei. Ecco perché fra di loro c'era quella chimica fortissima.
San Pietro” chiamò. “SAN PIETRO, CAZZOVIENIQUADEVOPARLARTI”
Lei era innamorata di un fantasma , del suo fantasma! Cazzo!
Che vuoi ragazzo? Perchè urli in questo modo?” la voce del vecchio angelo arrivò chiara e nitida mentre appariva vicino ad Edward.
Vestito di bianco, con l'aureola che brillava leggermente storta sulla sua testa sembrava scocciato di trovarsi lì.
Che cosa significa tutto questo? Che cosa vuoi da me? Perché mi hai mandato qua?” lo investì Edward come un fiume in piena poi continuò sempre concitato ma ad un tono più basso per non attirare l'attenzione dei suoi ospiti “Io sono morto! Cazzo sono morto. Io non posso darle quello di cui ha bisogno.” poi titubante chiese “ Io non posso rimanere... vero?”.
San Pietro lo guardò scuotendo la testa.
Non ricordi più quale è la tua missione? Quella che ti è stata affidata?”
Edward lo guardò poi ripeté più a se stesso che a lui “Devi riuscire a fare innamorare una ragazza, a farle accettare l'amore che l'aspetta affinché sia felice”
Esatto. Bella per essere felice deve dimenticare te, il suo amore, deve riuscire ad accettare finalmente la tua morte e lasciare libero il suo cuore di amare nuovamente” gli spiegò con pazienza San Pietro” e tu devi aiutarla a farlo.”
Non posso” rispose Edward posandosi le mani sul viso “Non posso fare questo. Non posso morire nuovamente”
San Pietro gli afferrò le mani stingendole forti con le sue “Non solo puoi. Ma devi Edward. Non capisci ? Sei tu che la tieni prigioniera, quindi sei solo tu che puoi liberarla. Nessun altro può farlo. E solo così diventerai un vero angelo con le ali” gli spiegò paziente provando pena per quell'anima triste.
Devi troncare l'ultimo legame che hai con il mondo. Quello che ti impedisce di essere felice in Paradiso, di poter contemplare la gioia di Dio invece di giocare con la playstation”
Mi stai dicendo che lei non è felice per colma mia? E che io non sono un vero angelo per questo?” chiese Edward
Si.” rispose semplicemente San Pietro aggiustandosi l'aureola “Fai il tuo dovere, e se l'hai amata veramente come dici lasciala libera di donare il suo cuore ad un altro e di essere finalmente felice. Se avrà la forza di tagliare il vostro legame lei ti renderà libero di diventare quello per cui sei destinato. Fai questo sacrificio, lasciala libera nelle braccia di Jacob, per il bene di entrambi, Edward.”
Poi così come era venuto il santo sparì lasciando un disperato Mark solo in quel bagno, a pensare, a capire e infine ad accettare la realtà.
Lui era morto, lui era un angelo e non c'era via di ritorno e Bella doveva sposare Jacob per essere finalmente felice.

Asciugandosi le lacrime usci dal bagno e andò a cercare la sua perduta moglie in giardino. Bella infatti era uscita a buttare la spazzatura nel bidone.
Ciao” le disse sorridendole e ricacciando indietro le lacrime mentre le guardava il viso forse per l'ultima volta.
Ciao. Ma che ci fai qua fuori fa freddo. Andiamo dentro” rispose lei sorridendogli allegramente.
Ti devo parlare” rispose lui prendendole le mani gelate e portandosele alla bocca.
Le lo osservò stupida e stranamente a suo agio. Mark era uno sconosciuto eppure, eppure non si sentiva in pericolo ne minacciata da quel gesto troppo intimo.
Io sto per andarmene” le spiegò Edward. “Devo andare via. Ma devo prima dirti una cosa” aggiunse poi.
Le lo guardò stupita e frastornata “No dai rimani. Resta con noi ancora un po'. Ho una stanza degli ospiti...”
No. Bella. Non capisci?” le chiese. “Io … io vengo da lontano ma ho la capacità di vedere”
Vedere? Cosa stai dicendo? Chi o cosa devi vedere?”
Io... io sono una specie di medium” disse. Non gli era venuto in mente altro. Poteva essere plausibile no? Sperava solo di non spaventarla.
Stai scherzando vero?” gli chiese lei, domandandosi il perché tirasse fuori una cosa così fantasiosa.
No. Edward, tuo marito, mi ha mandato qua” le disse accarezzandole il volto e asciugandole una lacrima che fredda e improvvisa stava scorrendole sulla guancia “Lui ti ha amato tanto e per questo vorrebbe che tu sposassi Jacob. Lui adesso è felice e vuole che lo sia anche tu”
Non è vero” rispose Bella improvvisamente disperata mentre altre lacrime scendevano copiose a raggiungere la prima.
Mi spiace Bella ma è la verità” insistette lui
Non ti credo” lo rimbeccò la ragazza allontanandosi dalle sue braccia inorridita dalle sue parole. “I medium non esistono. I fantasmi non esistono. Ti stai inventando tutto” lo accusò arretrando di qualche passo.
Lui allungò la mano come per prenderla poi disse a voce bassissima “Ti ricordi quando vi siete sposati? La luna di miele? Il mare caldo dell'isola tropicale?”
Lei lo guardò sgomenta. “E allora che cosa vuol dire tutti sapevano dove siamo andati in viaggio di nozze”
Ma nessuno che lui ha rotto la testiera del letto in quella prima notte di passione” aggiunse con un sorriso trasognato al ricordo.
Eccome se adesso gli era venuto in mente. Avevano riso per un ora come pazzi e avevano deciso di tenerselo come un segreto gelosamente custodito nei loro cuori. Un qualcosa di solo loro.
Bella lo guardò sbigottita “Come fai a saperlo? Non l'ho detto a nessuno nemmeno ai miei genitori e anche lui... era il nostro patto”
Edward annui “Si era il nostro patto” gli scappò dalle labbra inconsapevolmente per poi ammutolirsi nel rendersi conto di quello che aveva fatto.
Bella sgranò gli occhi fissandolo sbigottita poi cautamente gli si avvicinò. Le sue dita si allungarono fino a sfiorargli il volto. Il naso dritto, la mascella pronunciata, il taglio degli occhi, per poi fermarsi un attimo sulle labbra che tante volte aveva baciato.
O mio Dio” mormorò cercando di buttarsi fra le sue braccia.
Bella, ascolta” gli disse Mark arretrando di qualche passo.
Sei tu. Sei proprio tu!” lo interruppe lei emozionata come quando lui le aveva chiesto di sposarla.
Io sono morto.” affermò deciso cercando di rimediare all'errore fatto, di spiegarle che per loro non c'era futuro. “ E sono qua per dirti che devi dimenticarmi. Io... devo andare, e tu devi imparare a vivere senza di me. E' finita Bella. E' finita per sempre”
Lei rimase immobile, ferma. Sconvolta dalle sue parole.
Cosa vuol dire?” chiese cercando di dare un senso a quello che stava accadendole.
Lui le sorrise mentre il colore dei sui capelli e degli occhi mutava, tornando a quello originale.
Vuol dire che il mio tempo qua al tuo fianco è finito. Che sono felice di poterti dire addio e che voglio che smetti di soffrire. Per Renesmee, per te e per... me. Ti prego Bella vivi, vivi anche per me” e detto questo il corpo di Mark/Edward iniziò a svanire davanti agli occhi di Bella
Ti amo, ti amerò sempre ma devi vivereeee ” la voce di Edward svanì lentamente lasciando solo un eco dell'ultima parola e del suo desiderio.
Bella in mezzo al prato adesso sola iniziò a singhiozzare disperata per il suo amore nuovamente perduto finché con un sospiro decise che avrebbe rispettato il suo volere.
Lo avrebbe lasciato andare come aveva chiesto e determinata voltò le spalle al prato e al suo lutto per rientrare in casa risoluta.
Bella dove sei stata? E Mark che fine ha fatto?” le chiese Esme guardando dietro le spalle della ragazza il prato innevato vuoto.
A buttare la spazzatura” rispose lei, poi sorridendo aggiunse “Mark invece è tornato a casa”

La sera passò allegra e spensierata. Bella si sentiva felice. Dopo cinque anni per la prima volta riuscì a vedere Renesmee con occhi diversi. Senza rimpianti, o dolore ma solo lei; una bellissima bambina che assomigliava al suo papà. Riuscì anche a godere della compagnia dei suoi genitori e a vedere Jacob per quello che era. Un bellissimo ragazzo che la guardava con occhi estasiati e pieni d'amore. Amore che iniziava a scaldarle il cuore e quando quella sera Jacob si avvicinò per baciarla lei rispose con la stessa sua passione.
Bella, vuoi sposarmi?” le chiese lui ancora incredulo di quella trasformazione improvvisa e di quel sole interiore che adesso le illuminava il volto.
Si Jacob” rispose e posando gli occhi sulla mano sinistra fece per sfilarsi la vera che Edward le aveva donato il giorno del loro matrimonio.
Ma Jacob la bloccò. “Non è il caso Bella. Non ora almeno. Lo farai quando sarai sicura, quando sarai pronta”
Lei gli sorrise e baciandolo dolcemente sulle labbra rispose “Adesso sono pronta” e con un movimento deciso sfilò l'anello e se lo sistemò nel reggiseno in attesa di poterlo poi appendere al collo in modo che in qualche modo Edwad rimanesse per sempre vicino al suo cuore.


Prologo

Edward in paradiso stava specchiandosi ammirando così le sue nuove bellissime ali bianche. Adesso era un angelo a tutti gli effetti.
Ma non era felice come avrebbe dovuto. Aveva un gusto amaro in bocca, e lo stomaco stretto.
Le ali ti donano ma non sei ugualmente felice” la voce di San Pietro arrivò inaspettata alle sue spalle facendolo sobbalzare.
Non rispose. Non sapeva cosa dirgli. Era così evidente la sua tristezza?
Vieni Edward, guarda”
L'angelo si voltò e san Pietro con la mano disegnò un cerchio nell'aria. Cerchio dentro al quale si vedeva Bella seduta su un prato ridere vicino a Jacob mentre Rnesmee giocava allegra con un palla.
Lei è felice, ora”
Edward la guardò e il sorriso si aprì sul suo volto “E' vero. Lo vedo dai suoi occhi e dalle movenze del suo corpo. Ma so che non mi ha dimenticato.”
San Pietro sospirò “Si. Non si può mai dimenticare. Così come non ci si dimentica del proprio nome o della propria famiglia. L'amore scorre nelle vene, entra nelle nostre cellule e ne viene assorbito. Ma un amore perduto è come il veleno. E tu sei stato il suo antidoto. Non ti corrucciare amico mio, ma passa e va oltre come ha fatto lei e poi non è forse questa la prova migliore che potevi superare per diventare un vero angelo?” gli chiese San Pietro.
Dici? Era questo dunque che mi mancava ? Soffrire?” gli chiese incredulo.
San pietro sorrise. “ No dovevi solo imparare che cosa significa sacrificarsi per il bene degli altri. Provare sulla tua pelle, cosa è giusto e cosa è sbagliato. Gli angeli sono anime che hanno appreso cosa significa provare dolore in modo da essere pronte ad alleviare quello degli altri, prendendolo su di se se necessario. Ora lo sai. E sei pronto ad affrontare il tuo nuovo compito.” rispose San Pietro mentre nel cerchio Bella spariva per lasciare il posto ad una ragazza piccolina di statura e vestita di pelle nera “Si chiama Alice. E ha bisogno di aiuto”
E di un angelo” aggiunse con un sorriso mesto il ragazzo svanendo in un turbinio di piume bianche.
A presto Edward. So che farai un buon lavoro” lo salutò San Pietro con un sorriso aggiustandosi l'aureola scivolata sui capelli bianchi con un sospiro soddisfatto.
Adesso doveva occuparsi degli altri angeli insoddisfatti iniziando proprio da quel caso disperato di Emmett.


FINE

16 commenti:

  1. Brava! Una storia divertente che nasconde una storia triste e piena di amore! Complimenti! Adesso aspetto il seguito e voglio sapere cosa sta combinando Alice! (Scherzo) ahaah! Un abbraccio!

    RispondiElimina
  2. Questa shot mi ha ricordato la canzone dei Negramaro "lo sai, da qui", pezzo che io amo follemente.
    è molto particolare ed originalissima, a volte dolorosa, come è doloroso lasciare andare la persona che si ama.
    Brava!!!
    Aleuname.

    RispondiElimina
  3. Questa storia mi ha fatto piangere come una bambina, adesso però mi piacerebbe scoprire il seguito, chissà se le due anime si potranno mai rincontrare?? ma sopratutto mi piacerebbe sapere che cosa ha in mente alice, quella ragazza a volte mi spaventa, brava. Un bacio alla scrittrice Giovanna Sieni

    RispondiElimina
  4. Troppe parolacce in paradiso. Grazie di aver partecipato. Paola Pellegrini.

    RispondiElimina
  5. Troppe parolacce in paradiso. Grazie di aver partecipato. Paola Pellegrini.

    RispondiElimina
  6. Ma che tristezza! E che sadico San Pietro, che ridà a Edward la memoria della sua felicità perduta e la sua famiglia solo per togliergliele di nuovo, per sempre, anzi costringendolo a lasciare la moglie, a spingerla tra le braccia di un altro. Certo, ha senso che Edward per diventare un angelo debba lasciare andare davvero sentimenti e legami umani, ma quanta sofferenza in questo Paradiso! Comunque bravissima per questa storia dolorosa e dura.

    RispondiElimina
  7. Storia molto carina e a tratti divertente anche se dalla trama non particolarmente originale. L'ho trovata tenera e romantica e credo che il tema della magia del Natale sia stato rispettato. Ho notato, però, qualche frase confusa e svariati refusi, che si sarebbero potuti eliminare con una rilettura in più. Anche io cmq sono curiosa di sapere in che guai si sia cacciata Alice :)
    Un appunto: il "prologo" è il racconto di un fatto che si svolge PRIMA della storia principale, mentre l'EPILOGO di svolge DOPO, quindi avresti dovuto usare il secondo

    RispondiElimina
  8. hahahahahaha!!! noooooo!!! Edward materializzati e portatela viaaaaaa!!!
    Storia divertente e frizzante, mi è piaciuto Edward angelo molto umano!
    Peccato che abbia dovuto limitarsi a fare il bravo angelo e lasciare Bella a Jacob! No, scherzo, a Natale (o Pasqua) l'Amore altissimo deve vincere e ha vinto.
    -Sparv-

    RispondiElimina
  9. La brevità ha un po’ penalizzato questa storia dato che i caratteri dei personaggi sono appena sbozzati e gli accadimenti risultano per questo forzati. Edward angelo “scazzato” e annoiato è una trovata molto simpatica e, forse per la generazione a cui appartengo, non posso che adorare qualunque citazione del viceangelo Clarence de “La vita è meravigliosa”. Il tema del “bisogna lasciare andare le persone che si amano”, affinché siano libere di proseguire con la loro vita e trovare la felicità anche senza di noi è a mio avviso sempre commovente perché mette in campo scelte difficili. Per quanto bisogna restare fedeli al ricordo? Tornare a sorridere significa tradire i sentimenti del passato? Davvero un bel tema. Purtroppo qui la brevità del testo ha reso lo svolgersi degli eventi “affrettato”, con una Bella che, dopo un breve colloquio col fantasma/angelo Edward, decide che è il momento giusto per ripartire con Jacob senza che ci sia una vera analisi del suo percorso interiore.
    Nota a margine da lettrice un po’ spaccapalle: quello alla fine è un epilogo (non un prologo), dato che il colloquio fra San Pietro e Edward ha luogo dopo che si sono già verificato gli avvenimenti principali (es: quello che succede a Renzo Tramaglino e Lucia Mondella dopo il matrimonio, con nascita di figli e trasferimento in altra amena località del bergamasco onde evitare apprezzamenti sulla bellezza della tosa lombarda).

    RispondiElimina
  10. Alle prime battute ho trovato la storia divertente e simpatica ma lo svolgersi degli eventi, mi dispiace, no, non mi sono piaciuti.
    Sicuramente è giusto così, è la normalità ciò che ci hai raccontato ma proprio no, non ci sto... davvero?!? Bella e Jacob?!? Naaaaaa... non si fa.
    Ovviamente questo è "gusto personale" quindi la storia è veramente simpatica.
    Grazie.

    JB

    RispondiElimina
  11. Questa shot non mi è dispiaciuta per l'originalità... maaaaaaa... sposare Jacob, mmmmmmammmamia gnaasipuòfa'!!! Ben scritta, a parte qualche errore, anche se un po' frettolosa in alcuni punti ma con una shot non è facile mantenere brevità e completezza di testo. Bel lavoro comunque... grazie!

    RispondiElimina
  12. Carina ma trooooopppo triste 😢

    RispondiElimina
  13. Accidenti ma è davvero triste!!! I tratti frizzanti mi facevano sperare in qualche modo in un colpo di scena positivo...e invece niet!!! Complimenti però, brava.

    RispondiElimina
  14. Accidenti ma è davvero triste!!! I tratti frizzanti mi facevano sperare in qualche modo in un colpo di scena positivo...e invece niet!!! Complimenti però, brava.

    RispondiElimina
  15. Bella anche questa storia. Per come sono io e per come mi piace scrivere (e quindi leggere) la svolta di Bella è stata troppo repentina. Avrei preferito che lei e Edward passassero un po' di tempo insieme e non solo qualche ora, che la separazione fosse più dolorosa magari ma più naturale. In questo modo a Bella basta parlare con Edward per mettersi il cuore in pace dopo averlo pianto per anni e abbandonarsi al sentimento per Jacob (e non perchè è lui, in generale). Per il resto l'ho trovata davvero carina.
    Grazie anche a te.

    RispondiElimina
  16. Bella con Jacob assolutamente no! Mai. Bella è fatta per stare con Edward. Se avessi invertito i ruoli allora sì che la storia mi sarebbe piaciuta.

    RispondiElimina